Portfolio Lab

Portfolio Rules

In breve

Portfolio Rules è il cuore di QANTHOS. È il tab in cui dichiari, una regola alla volta, come si deve costruire il portafoglio: quali strategie tenere, quali scartare, in che ordine valutarle, come gestirne la correlazione, come dimensionarle. Tutto quello che gli altri tab del Builder ti mostrano — la equity, l’analisi dei filtri, il margine, lo stress — è la conseguenza delle regole che imposti qui.

Detto semplice: hai caricato un pool di strategie nel tab Strategie, hai definito le soglie operative di ogni strumento nel tab Strumenti, e adesso vuoi che da quel pool emerga un portafoglio concreto. Portfolio Rules è il posto dove scrivi le istruzioni che fanno questo lavoro, e il pulsante GENERA PORTFOLIO è quello che le esegue. Il risultato non è un numero scolpito nella pietra: è un portafoglio che puoi ispezionare, confrontare, ri-generare cambiando una regola, e — quando sei convinto — promuovere a portafoglio operativo.

Una premessa importante. QANTHOS è uno strumento di analisi, validazione e scoperta, non un consulente finanziario. Le regole che imposti in questo tab producono un portafoglio sulla base di criteri che decidi tu: sono informazioni da interpretare con la tua esperienza, non raccomandazioni di investimento. Soglie e configurazioni di esempio citate in questo capitolo sono punti di partenza didattici e convenzioni di riferimento diffuse nella letteratura sul trading sistematico, non prescrizioni di QANTHOS. La validità di una regola nel tuo caso specifico dipende dal tuo pool, dal mercato, dai costi e dai tuoi obiettivi: l’arbitro finale sei sempre tu.

1. L’idea di fondo: una catena di regole

Il modo più utile di pensare a Portfolio Rules è come a una catena di montaggio. Entra un pool di strategie; passa attraverso una sequenza di stadi; esce un portafoglio. Ogni stadio fa una cosa precisa, e l’ordine in cui gli stadi si susseguono non è un dettaglio cosmetico: cambia il risultato.

La catena si compone, dall’alto verso il basso, di quattro famiglie di regole:

  1. I filtri — la lista ordinata di criteri di selezione (qualità, ranking, soglie). Si configurano nella parte centrale del tab e si riordinano con il drag & drop.
  2. Lo stadio di Correlazione — un unico passaggio finale di decorrelazione, applicato dopo tutti i filtri. Si configura dal pulsante 🔗 Correlation.
  3. Il Portfolio Rebalancer — un equilibratore che interviene a valle, per evitare che il portafoglio si concentri troppo su un singolo strumento o asset class. Si configura dal pulsante ⚖️ Portfolio Rebalancer.
  4. Il Money Management — il dimensionamento: quante size assegnare a ciascuna strategia sopravvissuta. Si configura dal pulsante ⚙️ Money Management.

Perché Correlazione e Rebalancer sono stadi a parte, e non filtri nella lista?

È una delle scelte di design più importanti del Builder. Un filtro scalare classico — “Profit Factor maggiore di 1.0” — giudica ogni strategia per conto suo: che lo metta prima o dopo un altro filtro scalare, l’esito su una singola strategia non cambia. La decorrelazione è di natura diversa: è greedy e dipendente dal percorso. Escludere una strategia perché troppo correlata a un’altra cambia l’insieme dei sopravvissuti, e quindi cambia le decisioni successive. Per questo la decorrelazione non vive nella lista ordinata dei filtri, ma è un unico stadio finale, applicato una sola volta dopo che tutti i filtri hanno fatto il loro lavoro. Lo stesso vale per il Rebalancer, che ragiona sulla composizione complessiva e quindi ha senso solo a valle. Tenere separati gli stadi “per singola strategia” da quelli “sull’insieme” rende il comportamento del sistema prevedibile.

Tutta questa catena viene eseguita a ogni rotazione quando il portafoglio è di tipo rotazionale: di rotazione in rotazione le regole restano le stesse, ma il pool sottostante evolve e quindi la composizione selezionata può cambiare. È esattamente il meccanismo che permette a un portafoglio di adattarsi al mercato senza che tu debba riscrivere le regole ogni volta.

Vista completa del tab Portfolio Rules
Il tab Portfolio Rules: header, sezione filtri con la tabella Filtri Attivi e barra dei comandi.

2. L’header: come si costruisce il portafoglio nel tempo

La prima riga del tab raccoglie i parametri che definiscono quando e come la catena di regole viene applicata lungo lo storico. Non riguardano quali strategie tenere — quello è compito dei filtri — ma il telaio temporale entro cui tutto avviene.

Controllo Cosa imposta
Tipo Statico o Rotazionale. Statico: la selezione viene fatta una volta sola sull’intero periodo e resta fissa. Rotazionale: la selezione viene rifatta periodicamente, come in una Walk-Forward Analysis, ricalcolando i filtri a ogni rotazione.
Test Il periodo su cui valutare il portafoglio: Tutto Storico (tutta la storia disponibile), Solo OOS (solo il periodo Out-of-Sample, a valle della data OOS configurata per ciascuna strategia) o Custom (un intervallo di date che scegli tu).
Frequenza Solo per i portafogli rotazionali: ogni quanto rifare la selezione — Mensile, Trimestrale, Semestrale, Annuale.
Giorno Il giorno della rotazione: Ultimo Sabato o Primo Sabato del periodo. Determina il momento in cui la nuova composizione subentra alla precedente.
Min trades Numero minimo di trade che ogni strategia deve avere nella finestra di lookback di ciascun filtro. Se la finestra ne contiene meno, il lookback viene esteso fino a raggiungere la soglia (entro un tetto di 10 anni). Impostato su Off è disabilitato.
Lock-box Il controllo anti-overfitting di portafoglio. Riserva le ultime N rotazioni come campione di validazione (holdout Out-of-Sample), tenute fuori dalla messa a punto delle regole. Tre stati: Off (non usato), Sviluppo (le regole si tarano solo sull’In-Sample, l’holdout è nascosto) e Validazione (si genera tutto, IS+OOS, e si confrontano le performance). La casella Auto dimensiona l’holdout in automatico (~30% delle rotazioni); deselezionandola si imposta a mano il numero di rotazioni. Riguarda solo i portafogli rotazionali.

A cosa serve davvero “Min trades”. Le metriche statistiche perdono affidabilità quando sono calcolate su pochi trade: un Profit Factor stimato su 4 operazioni dice poco. Min trades è una salvaguardia: garantisce che il giudizio dei filtri poggi su un campione sufficiente, allungando automaticamente la finestra per le strategie più lente invece di valutarle su dati troppo scarni. È particolarmente utile nei portafogli rotazionali con strategie a bassa frequenza, dove un lookback corto rischierebbe di catturare pochissime operazioni.

Quando il Tipo è impostato su Statico, i controlli di frequenza e giorno non hanno effetto: la selezione è unica. Quando il Test è impostato su Custom compaiono i campi Dal: e Al:, insieme all’opzione Solo OOS data, che — all’interno del periodo custom — fa partire ogni strategia dalla propria data OOS se questa cade più avanti dell’inizio dell’intervallo.

Dettaglio dell'header di Portfolio Rules
L’header: Tipo, Test, Frequenza, Giorno, Min trades, Lock-box e i pulsanti dei moduli.

Lock-box: sviluppo e validazione del portafoglio

C’è una forma di overfitting più sottile di quella che colpisce la singola strategia, e riguarda il portafoglio nel suo insieme. Anche partendo da strategie già validate una per una, il modo in cui le selezioni e le combini — quali filtri, quali soglie, quale correlazione, quale Money Management — è a sua volta una serie di scelte. Se provi decine di configurazioni e tieni quella la cui equity storica è più bella, rischi di aver “cucito” le regole sul passato: un portafoglio che brilla sullo storico ma che potrebbe non reggere su dati nuovi.

Il Lock-box è la salvaguardia contro questo rischio. L’idea è trattare l’intero portafoglio come se fosse una singola strategia da validare: si mette da parte un campione — le ultime N rotazioni, l’holdout Out-of-Sample — e lo si tiene fuori dalla messa a punto delle regole. La configurazione si sceglie guardando solo la parte In-Sample; poi, a regole congelate, si controlla come si comporta sul campione mai visto. È il principio In-Sample / Out-of-Sample applicato non alla singola strategia, ma alla costruzione del portafoglio. (Riguarda i portafogli rotazionali, perché opera riservando rotazioni.)

Il controllo Lock-box nell’header ha tre stati:

Stato Cosa fa
Off Disattivato: comportamento storico, l’intero periodo è usato per la generazione.
Sviluppo Le ultime N rotazioni (l’holdout) non vengono nemmeno generate: tutte le analisi — equity, filtri, metriche — sono calcolate solo sull’In-Sample. L’Out-of-Sample è invisibile, e proprio per questo non puoi adattarci le regole, neanche involontariamente.
Validazione Si genera tutto lo storico disponibile (IS + OOS). Nel tab Equity vedi l’equity completa e, nel sotto-tab Validazione, il confronto fra le performance In-Sample e Out-of-Sample.

La quota di holdout si governa con due controlli accanto al menu. La casella Auto (attiva di default) la dimensiona automaticamente a circa il 30% delle rotazioni totali, lasciando comunque almeno una rotazione all’In-Sample. Deselezionando Auto si attiva il campo numerico, dove imposti a mano quante rotazioni riservare all’holdout.

Il “blocco duro” è la chiave. In modalità Sviluppo le rotazioni di holdout non vengono prodotte affatto — non sono semplicemente nascoste da un grafico. È questo che rende la salvaguardia reale: non puoi sbirciare il risultato Out-of-Sample mentre tari le regole, quindi non puoi (nemmeno senza accorgertene) scegliere proprio la configurazione che funziona meglio su quel campione. È l’equivalente, a livello di portafoglio, di non guardare le soluzioni mentre svolgi l’esercizio.

Il flusso d’uso è in due tempi: prima lavori in Sviluppo, iterando sulle regole finché l’equity In-Sample ti convince; poi, una volta sola, passi a Validazione per vedere se l’Out-of-Sample conferma le attese o se la performance cala in modo sospetto.

L’holdout vale una volta sola. È una regola di disciplina, non un vincolo del software: una volta che hai visto il risultato Out-of-Sample, se torni a cambiare le regole stai — di nuovo — adattandole a dati che ormai conosci, e l’holdout non è più “pulito”. Per una validazione genuina servirebbe un campione mai visto. QANTHOS te lo ricorda nel pannello di validazione.

Due “OOS” diversi, da non confondere. Nell’header convivono due nozioni di Out-of-Sample. L’opzione Test → Solo OOS si riferisce alla data OOS di ciascuna strategia (quella configurata nel tab Strategie): è un OOS per singola strategia. Il Lock-box, invece, riserva le ultime N rotazioni dell’intero backtest di portafoglio: è un OOS di portafoglio. Sono livelli diversi e indipendenti, e si possono anche combinare.

Cosa mostra il sotto-tab Validazione (il dettaglio completo è nel capitolo del tab Equity): un verdetto sintetico — Robusto, Borderline, Overfit o Dati insufficienti — accompagnato dal confronto delle metriche chiave In-Sample contro Out-of-Sample (CAGR, Sharpe, Sortino, Calmar, Equity R²), dalla Walk-Forward Efficiency (WFE) — il rapporto fra il rendimento annualizzato OOS e quello IS — e da indicatori di robustezza statistica come PBO (Probability of Backtest Overfitting) e DSR (Deflated Sharpe Ratio). Il verdetto è trasparente: elenca i criteri che lo hanno determinato, così vedi perché il portafoglio è giudicato in un modo o nell’altro.

Due note tecniche. Il confronto è calcolato sull’equity RAW (a un contratto per strategia): così misura la qualità della selezione indipendentemente dal layer di Money Management. E le soglie usate per il verdetto (per esempio una WFE intorno a 0.50 come riferimento di solidità) sono convenzioni diffuse nella letteratura sul trading sistematico, non prescrizioni di QANTHOS: lo strumento offre un giudizio orientativo, l’interpretazione finale resta tua.

3. I filtri: il motore della selezione

Il blocco centrale del tab è dove si vive la maggior parte del tempo. Qui si creano i filtri, si vedono raccolti in una tabella, e si decide in che ordine applicarli.

3.1 Creare un filtro

La sezione Crea/Modifica Filtro è una riga di controlli compatta. Imposti i campi, premi Aggiungi, e il filtro compare nella tabella sottostante. Per modificarne uno esistente lo richiami dalla tabella, cambi i valori e premi Aggiorna.

Campo Significato
Sel (Selection / Scope) Su quale sottoinsieme di strategie agisce il filtro: All Strategies (tutte), Single Symbol (un solo ticker), Asset Class (una classe di strumenti), Custom Group (un gruppo definito da te).
Tgt (Target) Si attiva quando lo scope lo richiede: indica quale ticker, asset class o gruppo. Con scope “All Strategies” resta inattivo.
Metrica La metrica su cui filtrare (Profit Factor, Sortino Ratio, Net Profit…). In coda alla lista trovi anche i tuoi 🔧 Custom Index e il filtro speciale 📊 Percentile Rank Filter.
Per (Periodo) La finestra di lookback in mesi su cui calcolare la metrica. Tutto (0) usa tutta la storia disponibile fino alla data di valutazione.
Op (Operatore) Il tipo di selezione: Top N (Biggest), Bottom N (Smallest), oppure un confronto diretto — Greater Than (>), Smaller Than (<), Greater or Equal (≥), Smaller or Equal (≤).
Val (Valore) La soglia usata dagli operatori di confronto (es. > 1.5).
N Quante strategie tenere con Top N / Bottom N (es. le 15 migliori per Sortino).
Attivo Abilita o disabilita il filtro senza rimuoverlo dalla lista. Utile per provare configurazioni alternative.

In pratica esistono due famiglie di filtri, e la differenza è importante:

  • I filtri a soglia (>, <, , ) sono assoluti: confrontano la metrica di ogni strategia con un valore fisso. Sono i tipici “quality gate” — “tieni solo chi ha Profit Factor sopra 1.0”.
  • I filtri Top N / Bottom N sono relativi: ordinano le strategie tra loro e ne tengono un numero, indipendentemente dal valore assoluto. Sono il modo per dire “dammi le N migliori” lasciando che sia il pool a decidere cosa significa “migliore” in quel momento.

Lo scope “Any Symbol”. Quando vuoi applicare lo stesso criterio separatamente a ogni ticker — per esempio “le 2 migliori strategie per ciascuno strumento” — QANTHOS offre l’opzione Any Symbol, che espande automaticamente il filtro in tanti filtri quanti sono i ticker presenti. È un modo rapido per costruire portafogli bilanciati per strumento senza creare i filtri uno per uno.

3.2 La tabella Filtri Attivi e l’ordine

I filtri creati si accumulano nella tabella Filtri Attivi, che puoi espandere o collassare dall’intestazione. La tabella non è solo un elenco: l’ordine delle righe è l’ordine di applicazione, dall’alto verso il basso, e lo modifichi trascinando le righe (drag & drop).

Per i filtri a soglia l’ordine è ininfluente sul risultato finale — un quality gate severo produce lo stesso effetto ovunque lo metti. Ma diventa cruciale per i filtri relativi e per i workflow multi-metrica: un Top N applicato prima o dopo un quality gate seleziona da insiemi diversi, e un Percentile Rank Filter che prepara i dati per un Custom Index deve necessariamente trovarsi sopra il Custom Index che li consuma. Come regola generale conviene disporre i filtri in tre blocchi logici: prima i quality gate assoluti, poi il ranking relativo, infine eventuali tocchi di rifinitura.

Lo strumento ideale per verificare l’effetto della sequenza è il Filters Analysis Tab, che mostra riga per riga quante strategie ogni filtro lascia passare e quante ne scarta. È la prima cosa da guardare quando un portafoglio esce più vuoto o più affollato del previsto.

Sezione Crea/Modifica Filtro e tabella Filtri Attivi
La sezione Crea/Modifica Filtro e la tabella Filtri Attivi con alcuni filtri in sequenza.

3.3 I preset

Sopra i controlli di creazione c’è una riga dedicata ai preset di filtri. Un preset è una configurazione salvata che puoi richiamare con un click per ripopolare la lista, utile per ripartire da una base nota invece di ricostruire i filtri ogni volta. Alcuni preset applicano solo la lista filtri; altri, più completi, ripristinano anche le impostazioni di rotazione, Money Management, Rebalancer e Correlazione.

4. I moduli con dialog dedicato

Quattro elementi della catena hanno una configurazione abbastanza ricca da meritare una finestra a parte, e un capitolo a parte in questo manuale. Qui ne diamo l’inquadramento — cosa fanno e dove si collocano nella catena — rimandando ai sotto-capitoli per i dettagli operativi.

⚙️ Money Management. Decide come dimensionare le strategie selezionate: quante size assegnare a ciascuna, secondo quale logica di allocazione. È l’ultimo anello della catena, quello che trasforma un elenco di strategie in un portafoglio con peso reale. Include presets pronti e un’area di configurazione avanzata, con anche la gestione dell’allocazione (pesi).

⚖️ Portfolio Rebalancer. È l’equilibratore. Dopo che rotazione e correlazione hanno prodotto una composizione, il Rebalancer interviene per ridurre la concentrazione: se troppe strategie insistono sullo stesso ticker o sulla stessa asset class, ne esclude alcune secondo la logica della “dominanza sulla media degli altri”. Quale strategia sacrificare, quando ce n’è una di troppo, lo decide un criterio di ranking che configuri tu (vedi il riquadro Exclusion Criterion più sotto).

🔗 Correlation. È lo stadio finale di decorrelazione, applicato una sola volta dopo tutti i filtri, dentro ogni rotazione. Mette a confronto le equity delle strategie sopravvissute ed esclude quelle troppo correlate tra loro, per non concentrare il rischio su comportamenti gemelli. Offre tre metodi mutuamente esclusivi — correlazione classica delle equity, frequenza di perdite simultanee (Co-Loss), correlazione sotto stress — e una regola di esclusione che agisce solo sulle correlazioni positive sopra la soglia: due strategie anti-correlate sono diversificazione, non rischio, e non vengono mai scartate.

Custom Index. È la possibilità di costruire metriche composite su misura, combinando più metriche in un’unica formula di ranking. Si gestiscono dal pulsante Custom Index nella barra inferiore, e una volta salvati compaiono nella lista delle metriche disponibili (con il prefisso 🔧), pronti da usare in qualsiasi filtro. Insieme al Percentile Rank Filter abilitano i workflow di selezione multi-metrica.

Questi quattro moduli si combinano: un Custom Index può alimentare un filtro Top N, il cui risultato passa allo stadio di Correlazione, e infine al Rebalancer e al Money Management. È la composizione di pezzi semplici a produrre comportamenti sofisticati. I dettagli operativi di ciascun modulo sono nei rispettivi sotto-capitoli (Money Management, Portfolio Rebalancer, Correlazioni, Custom Index).

5. Il riquadro “Exclusion Criterion” del Rebalancer

Subito sotto la tabella dei filtri trovi un riquadro collassabile intitolato Portfolio Rebalancer — Exclusion Criterion. Vale la pena chiarirne subito la natura, perché è il punto in cui il tab inganna più facilmente: i criteri che metti qui non filtrano nulla.

Servono al Portfolio Rebalancer per rispondere a una domanda precisa: quando in un gruppo sovra-rappresentato c’è una strategia di troppo, quale si esclude? Il criterio calcola un valore per ogni strategia e lo usa come rango di esclusione: la strategia con il valore più basso del primo criterio è la prima a uscire. In caso di parità interviene il criterio successivo, come spareggio.

Il modo più potente di usarlo è definire un Custom Index che sintetizzi in un solo punteggio di qualità più metriche, così che il Rebalancer sacrifichi sempre la strategia “meno meritevole” secondo il tuo giudizio composito. I dettagli su come questi criteri interagiscono con la logica di equilibratura sono trattati nel sotto-capitolo dedicato al Portfolio Rebalancer.

Riquadro Exclusion Criterion espanso
Il riquadro Exclusion Criterion del Rebalancer, con i criteri di esclusione configurati.

6. Generare, salvare, promuovere: la barra dei comandi

La barra inferiore raccoglie le azioni che si compiono dopo aver impostato le regole.

GENERA PORTFOLIO è il pulsante principale: esegue l’intera catena sulle strategie disponibili e produce il portafoglio. Prima di partire QANTHOS verifica che ci siano strategie caricate e almeno un filtro, ed esegue un controllo di integrità dei dati. Al termine apre il tab Equity per visualizzare i risultati e aggiorna gli altri tab di analisi. Se alcune strategie selezionate avessero pochi o zero trade nella finestra di lookback, a fine elaborazione compare un riepilogo che lo segnala — il momento giusto per valutare il campo Min trades.

Salva e Carica esportano e re-importano l’intera configurazione di regole in un file .json: l’insieme dei filtri, l’header di rotazione, Money Management, pesi, Rebalancer e stadio di Correlazione. È il modo per archiviare una configurazione, condividerla o tenere versioni alternative. Indipendentemente da questo, QANTHOS salva sempre in automatico l’ultima configurazione, così la ritrovi alla riapertura.

Custom Index apre la finestra di gestione degli indici compositi (vedi sotto-capitolo dedicato).

I due pulsanti 💾 Snapshot… e 📂 Snapshot… dialogano con il Portfolio Comparison Engine: salvano la configurazione corrente come “scatto” confrontabile e ne ricaricano uno salvato in precedenza, applicandolo al Builder. Sono il ponte verso il tab di confronto fra portafogli.

Marca come live è l’azione che chiude il cerchio: promuove le regole e la composizione correnti a portafoglio operativo, congelandole come riferimento. Una volta marcato un portafoglio live, l’indicatore in basso a destra lo mostra, e il pulsante Richiama impostazioni nella status bar ti permette di riportare quelle stesse regole nel tab per rilanciare l’analisi alla rotazione successiva. QANTHOS verifica la coerenza tra le regole correnti e quelle che hanno generato la composizione: se le hai modificate dopo aver generato, ti invita a rigenerare prima di marcare live, per evitare che composizione e regole raccontino storie diverse.

Barra inferiore dei comandi di Portfolio Rules
La barra dei comandi: Salva, Carica, Custom Index, Snapshot, GENERA PORTFOLIO e Marca come live.

7. Leggere la status bar

La barra di stato in fondo al tab dà un riscontro immediato senza dover aprire altri tab:

  • Disponibili — quante strategie sono caricate e candidabili.
  • Dopo filtri — un riferimento sintetico all’effetto dei filtri (il dettaglio rotazione per rotazione vive nel Filters Analysis Tab).
  • L’indicatore live — quale portafoglio è attualmente marcato come operativo, con nome, numero di strategie e data di promozione, oppure “Nessun portafoglio live”.
  • Richiama impostazioni — riporta nel tab le regole del portafoglio live corrente.

8. Errori comuni e come evitarli

Hai premuto GENERA ma non succede nulla / appare un avviso. Servono almeno una strategia caricata (tab Strategie) e almeno un filtro nella lista. Senza uno dei due, QANTHOS si ferma e lo segnala.

Il portafoglio esce vuoto o quasi. Quasi sempre è una catena di filtri troppo severa, o un ordine sbagliato. Apri il Filters Analysis Tab e guarda riga per riga dove il pool si assottiglia: spesso il colpevole è un singolo quality gate troppo aggressivo o un Top N con N troppo piccolo.

Un Custom Index dà errore o produce zeri. Se la formula usa percentili iniettati (pct_...), deve esistere un Percentile Rank Filter sulla stessa metrica più in alto nella lista. L’ordine conta: il filtro che prepara i dati va sopra l’indice che li consuma.

Cambiare le impostazioni di Correlazione o Rebalancer non altera i risultati. Può capitare che lo stadio sia abilitato ma non “morda” mai: per esempio se nessuna coppia supera la soglia di correlazione, o se il rischio è già sotto target. In questi casi QANTHOS lo segnala con un avviso a fine generazione, distinguendo “non è servito” da “non era calcolabile”. Non è un bug: è la conferma che, su quel pool, lo stadio non aveva esclusioni da fare.

Hai modificato le regole e “Marca come live” si rifiuta. È la salvaguardia di coerenza: la composizione live è stata generata con un certo set di regole, e tu nel frattempo le hai cambiate. Rigenera il portafoglio con le regole attuali, poi marca live.

9. Un esempio di flusso operativo

Quello che segue è un percorso di esplorazione, non una ricetta. Le scelte specifiche dipendono dal tuo pool, dalla frequenza di rotazione e dai tuoi obiettivi.

  1. Apri Portfolio Analyzer → Portfolio Builder → Portfolio Rules.
  2. Nell’header scegli Tipo (di norma Rotazionale per un portafoglio che si adatta nel tempo), il Test period, la Frequenza e il Giorno di rotazione. Valuta se attivare Min trades in funzione di quanto sono frequenti le tue strategie.
  3. Costruisci la lista dei filtri: prima i quality gate assoluti, poi il ranking relativo (eventualmente con Percentile Rank + Custom Index), infine le rifiniture. Riordina con il drag & drop.
  4. Se vuoi gestire la diversificazione, configura lo stadio di Correlazione (🔗 Correlation).
  5. Se vuoi limitare la concentrazione su singoli strumenti o asset class, configura il Portfolio Rebalancer (⚖️) e, se serve, i criteri nel riquadro Exclusion Criterion.
  6. Imposta il Money Management (⚙️) per dimensionare le strategie selezionate.
  7. Premi GENERA PORTFOLIO e analizza il risultato nei tab Equity e Filters Analysis. Cambia una regola, rigenera, confronta.
  8. Per difenderti dall’overfitting di portafoglio, tieni il Lock-box su Sviluppo mentre tari le regole (vedrai solo l’In-Sample). Quando sei soddisfatto, passa una volta a Validazione e controlla nel sotto-tab Validazione del tab Equity se l’Out-of-Sample conferma le attese.
  9. Quando la configurazione ti convince, valuta di salvarla (Salva) o di promuoverla con Marca come live.

Il valore di Portfolio Rules sta proprio in questo ciclo rapido di ipotesi e verifica: cambiare una regola e vedere subito l’effetto sull’intero portafoglio. Lo strumento è potente, ma l’interpretazione — capire perché una configurazione funziona meglio di un’altra, e se quel “meglio” reggerà fuori campione — resta un lavoro umano, da fare con Walk-Forward Analysis, stress test e monitoraggio nel tempo.

10. Per approfondire

  • Money Management — dimensionamento e allocazione delle strategie selezionate.
  • Portfolio Rebalancer — equilibratura della concentrazione e criteri di esclusione.
  • Correlazioni — lo stadio finale di decorrelazione e i suoi tre metodi.
  • Custom Index — costruzione di metriche composite e workflow multi-metrica (Percentile Rank).
  • Tab Strategie — caricamento del pool e metriche di partenza.
  • Tab Strumenti — soglie operative per ticker, tra cui Min Avg Trade.
QANTHOS è uno strumento di analisi, validazione e scoperta, non un servizio di consulenza finanziaria. Le metriche e i valori mostrati hanno scopo illustrativo e descrivono comportamenti passati. Il trading su strumenti finanziari a leva comporta un rischio significativo di perdita.